Modello di ricevuta d’affitto gratisCompila il modulo o scrivi direttamente sul foglio, poi stampa la ricevuta o salvala in PDF. I tuoi dati non vengono inviati.
Modello
Dimensione reale · nessuna filigrana né logo sul foglio stampato.
Questa ricevuta è più lunga di una pagina e verrà stampata su due. Togli una riga o deseleziona «Due copie in una pagina».
Nota: Creato con SnapPaperwork. Solo per affitti davvero pagati. Una ricevuta di affitto per una somma non pagata, o con importo, periodo o data falsi, non è consentita. Quello che scrivi resta nel tuo browser.
Come fare una ricevuta d’affitto
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Conduttore, locatore e immobile
Scrivi il nome del conduttore (l’inquilino), quello del locatore (il proprietario), l’indirizzo dell’immobile affittato e il periodo pagato, per esempio dal 1° al 31 ottobre 2026. Se scegli la Svizzera, il titolo diventa «quitanza della pigione».
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Canone, spese e modalità di pagamento
Metti il canone sulla prima riga e le spese (condominio, riscaldamento, box) su righe separate. Il totale e l’importo in lettere si calcolano da soli. Scegli la modalità: bonifico, contanti, assegno, addebito diretto…
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Firmare e stampare
Scrivi il luogo in cui firmi, scegli un modello e stampa la ricevuta o salvala in PDF. Firma a mano oppure disegna la firma nel modulo, e consegna una copia all’inquilino. Se la ricevuta supera 77,47 €, ricordati la marca da bollo.
Cosa deve contenere una ricevuta d’affitto
- Il nome di chi paga (il conduttore) e di chi incassa (il locatore)
- L’indirizzo dell’immobile affittato
- Il periodo a cui si riferisce il pagamento (il mese o i mesi pagati)
- Gli importi pagati, ogni voce separata: il canone e, a parte, le spese condominiali o accessorie
- Il totale in cifre e in lettere
- La modalità di pagamento e, se serve, un riferimento (numero dell’assegno, codice del bonifico)
- Il luogo, la data e la firma di chi ha incassato
- Un numero di ricevuta, per ritrovarle facilmente
Ricevuta, quietanza o quitanza?
In Italia si parla di «ricevuta» o di «quietanza» del canone di locazione; in Svizzera, nel Codice delle obbligazioni in lingua italiana, di «quitanza» e di «pigione». È lo stesso tipo di documento con nomi diversi. Quando scegli il paese nel modulo, il titolo e le parole della ricevuta cambiano da soli, e puoi modificarli quando vuoi.
In Italia, la ricevuta di un importo superiore a 77,47 € è soggetta a marca da bollo da 2,00 € per ogni esemplare. Spunta «Spazio per la marca da bollo» e sul foglio compare un riquadro tratteggiato accanto alla firma, dove incollarla. Il riquadro è una scelta grafica di questa pagina: la legge non lo richiede.
Se l’inquilino paga con bonifico, la contabile della banca mostra già il pagamento: la ricevuta serve soprattutto quando la chiede, o quando paga in contanti. Se non è stato pagato tutto, scrivi in «Residuo da pagare» quanto manca; scrivi 0 per un affitto pagato per intero e il foglio mostrerà «Nessuno – pagato per intero».
Consigli
- Consegna la ricevuta al momento del pagamento, o ogni mese se l’inquilino la chiede. Con «Due copie in una pagina» ne tieni una per te.
- Metti il canone e ogni spesa su righe separate: l’inquilino vede che cosa ha pagato per ogni voce.
- Se il pagamento è in contanti, la ricevuta è spesso l’unica prova. In Italia ricorda che non si possono pagare in contanti 5.000 € o più.
- In Svizzera, se la pigione è pagata solo in parte, indica la riserva sulla quitanza: una quitanza senza riserve fa presumere pagati i mesi precedenti.
- Numera le ricevute (R-001, R-002…) e conserva le copie insieme, per almeno cinque anni.
- Controlla l’importo in lettere prima di firmare: deve coincidere con quello in cifre.
Cosa dice la legge
Italia, il diritto alla ricevuta: il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza (art. 1199 del Codice civile). Per l’affitto: il locatore che incassa il canone deve dare la ricevuta se il conduttore la chiede, e le spese della ricevuta sono a carico del conduttore. Nei testi di legge che ho letto non c’è un modello obbligatorio né un elenco di contenuti della ricevuta d’affitto.
Italia, la marca da bollo: le ricevute rilasciate dal creditore per il pagamento totale o parziale di un debito in denaro sono soggette a imposta di bollo, che oggi è di 2,00 € per ogni esemplare (art. 13 della Tariffa allegata al DPR 642/1972; DL 43/2013, art. 7-bis). L’imposta non è dovuta se la somma non supera 77,47 €: è la soglia di 150.000 lire che la legge ancora riporta, convertita in euro. Resta dovuta, anche sotto la soglia, se la ricevuta è rilasciata a saldo per una somma inferiore al debito originario senza indicarlo, o per una somma indeterminata. Sono esenti le ricevute relative al pagamento delle spese di condominio. Il pagamento si fa con marca o bollo a punzone. Dal 1° gennaio 2027 questo articolo è abrogato e sostituito dall’allegato 3 del nuovo testo unico (D.Lgs. 123/2025): non ho potuto leggere se importo e soglia cambiano, quindi ricontrolla a gennaio 2027.
Italia, la cedolare secca: se il locatore sceglie la cedolare secca, questa sostituisce l’IRPEF e le addizionali sul canone e le imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione, sulla risoluzione e sulle proroghe (art. 3 del D.Lgs. 23/2011). La norma non nomina le ricevute del canone, quindi qui non dico che le ricevute siano esenti.
Italia, i contanti: è vietato il trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi, a qualsiasi titolo, quando il valore è complessivamente pari o superiore a 5.000 € (soglia in vigore dal 1° gennaio 2023), anche con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati (art. 49, c. 1 e 3-bis, del D.Lgs. 231/2007).
Italia, il canone: nelle locazioni a uso abitativo è nullo ogni patto che fissi un canone superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato, e il conduttore può chiedere la restituzione delle somme pagate in più entro sei mesi dalla riconsegna dell’immobile (art. 13 della legge 431/1998; ci sono eccezioni, per esempio per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per le locazioni solo turistiche). I canoni non pagati si prescrivono in cinque anni (art. 2948, n. 3, del Codice civile).
Italia, la fattura: tra soggetti residenti o stabiliti in Italia le fatture si emettono esclusivamente in formato elettronico tramite il Sistema di Interscambio (art. 1, c. 3, del D.Lgs. 127/2015). Se affitti come impresa o professionista con partita IVA e il canone va fatturato, questa ricevuta non sostituisce la fattura elettronica.
Svizzera: il debitore che paga ha diritto a una quitanza e, se il pagamento non è integrale, può pretendere che sia menzionato sul titolo (art. 88 CO). Quando sono dovute prestazioni periodiche e si rilascia senza riserva una quitanza per una prestazione posteriore, si presumono pagate quelle scadute prima (art. 89 cpv. 1 CO): per questo, con un pagamento parziale, conviene scrivere la riserva sulla quitanza. Salvo patto o uso locale contrario, la pigione e le spese accessorie si pagano alla fine di ogni mese, e le spese accessorie sono a carico del conduttore solo se specialmente pattuite (artt. 257a e 257c CO). La garanzia per un’abitazione non può superare tre pigioni mensili e va depositata in banca su un conto intestato al conduttore; i Cantoni possono emanare disposizioni complementari (art. 257e CO). Le azioni per le pigioni si prescrivono in cinque anni (art. 128 n. 1 CO).
Non verificato: le pagine dell’Agenzia delle Entrate (non accessibili al momento della lettura) e quindi le loro indicazioni su bollo, cedolare secca e fatturazione; quali affitti sono esenti da IVA o vanno fatturati; il testo del nuovo bollo dal 2027; le regole regionali e comunali; le detrazioni per gli inquilini. Per la Svizzera: le norme dei Cantoni (Ticino, Grigioni), le imposte sull’affitto e un eventuale limite ai pagamenti in contanti.
Questo è un riassunto, non una consulenza legale.
- Codice civile, art. 1199 (quietanza) — Normattiva (Italia)
- Codice civile, art. 2948 (prescrizione in cinque anni) — Normattiva (Italia)
- DPR 642/1972, Tariffa parte I, art. 13 (bollo sulle ricevute) — Normattiva (Italia)
- D.Lgs. 231/2007, art. 49 (limite ai contanti) — Normattiva (Italia)
- Legge 431/1998, art. 13 (canone registrato) — Normattiva (Italia)
- D.Lgs. 23/2011, art. 3 (cedolare secca) — Normattiva (Italia)
- D.Lgs. 127/2015, art. 1 (fattura elettronica) — Normattiva (Italia)
- Codice delle obbligazioni, artt. 88 e 89 (quitanza) — Fedlex (Svizzera)
- Codice delle obbligazioni, art. 257e (garanzia) — Fedlex (Svizzera)
Domande frequenti
Il modello di ricevuta d’affitto è gratuito?
Sì. Non serve nessun account e sul foglio stampato non ci sono filigrane né logo.
La ricevuta d’affitto è obbligatoria?
In Italia chi riceve il pagamento deve rilasciare quietanza se il debitore la chiede e a sue spese (art. 1199 del Codice civile): quindi il locatore deve dare la ricevuta se il conduttore la chiede. In Svizzera il debitore che paga ha diritto di chiedere una quitanza (art. 88 CO). Anche quando nessuno la chiede, dare la ricevuta è la scelta più prudente.
Serve la marca da bollo sulla ricevuta d’affitto?
In Italia sì, se l’importo supera 77,47 €: la ricevuta è soggetta a una marca da bollo da 2,00 € per ogni esemplare (art. 13 della Tariffa, DPR 642/1972). Le ricevute per le spese di condominio sono esenti. Dal 1° gennaio 2027 il bollo passa al nuovo testo unico (D.Lgs. 123/2025) e non ho potuto leggere se importo e soglia cambiano. Il modulo ti avvisa e puoi lasciare sul foglio un riquadro per incollare la marca.
La cedolare secca esonera dal bollo sulle ricevute?
La legge sulla cedolare secca dice che questa sostituisce le imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione, sulla risoluzione e sulle proroghe, ma non nomina le ricevute del canone (art. 3 del D.Lgs. 23/2011). Qui non dico che le ricevute siano esenti: se hai dubbi, chiedi a un commercialista.
Questa ricevuta sostituisce la fattura elettronica?
No. Se affitti come impresa o professionista con partita IVA e il canone va fatturato, devi emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (art. 1, c. 3, del D.Lgs. 127/2015). Questa ricevuta è un documento tra le parti e non la sostituisce.
Posso pagare l’affitto in contanti?
Non se il valore è pari o superiore a 5.000 €, e nemmeno dividendo il pagamento in più parti che sembrano artificiose (art. 49 del D.Lgs. 231/2007). Per importi più bassi la ricevuta è la prova del pagamento.
Devo mettere il canone e le spese su righe separate?
È la scelta più chiara: il conduttore vede che cosa ha pagato per ogni voce, e in Italia le ricevute per le spese di condominio sono esenti dal bollo. Il modulo offre righe da aggiungere e calcola da solo il totale e l’importo in lettere.
E se l’inquilino ha pagato solo una parte?
Scrivi in «Residuo da pagare» quanto manca. In Italia, una ricevuta rilasciata a saldo per una somma inferiore al debito senza indicarlo è soggetta al bollo anche sotto 77,47 €: indicare il residuo evita l’equivoco. In Svizzera, indica la riserva sulla quitanza (art. 89 CO), che puoi aggiungere con la casella apposita.
Posso inviare la ricevuta per e-mail o su WhatsApp?
Sì, con «Scarica il PDF» o «Condividi»: allega il PDF a una e-mail o a un messaggio.
Basta una firma disegnata?
La firma disegnata compare nell’anteprima e nel PDF. Se stampi la ricevuta puoi anche firmarla a mano, che è più chiaro.
Posso stampare due ricevute in una pagina?
Sì, con i modelli «Semplice», «Lettera» e «Scontrino». Spunta «Due copie in una pagina»: il foglio si divide in due, una copia per il conduttore e una per il locatore. In Italia il bollo è dovuto per ogni esemplare. Se un modello è troppo lungo compare un avviso.
I miei dati vengono salvati?
Solo nel tuo browser, per ritrovarli la volta dopo. Niente viene inviato a me. Su un computer condiviso, usa poi «Svuota il modulo».